Apparecchiature per la conversione dell'acciaio

Apparecchiature per la conversione di ghisa in acciaio

Acciaio è il termine dato ad una lega di ferro contenente carbonio in percentuale non superiore al 2,11%.

Oltre questo limite le proprietà del materiale cambiano e la lega assume la denominazione di ghisa.

Nella produzione tradizionale l'acciaio si ottiene partendo da ghisa liquida, proveniente da un altoforno, al quale vengono aggiunti materiali, calce e calcare, che addensano le imputità sotto forma di scorie diventando così facilmente asportabili.

Ecco le apparecchiature necessarie per la conversione di ghisa in acciaio.

- I convertitori: sono di forma cilindrico - conica e rivestiti internamente con refrattari. Il calore liberato nella reazione di ossidazione è sufficiente a mantenere allo stato fuso la carica. I convertitori utilizzati maggiormente sono quelli ad ossigeno LD, che hanno letteralmente sostituito quelli di Bessemer e Thomas, i primi ad essere realizzati nel secolo scorso. Nel convertitore Ld per mezzo di una lancia è insufflato dall'alto ossigeno puro nella massa metallica; nel punto di fuoriuscita dell'ossigeno si raggiungono temperature di 2500 - 3000° C.

- Forni elettrici: possono essere ad arco, i più diffusi, o ad induzione. In quelli ad arco la fusione viene provocata dall'arco elettrico che si stabilisce tra due elettrodi di carbone.

- Forno Martin - Siemens: il suo impiego è oggi fortemente in declino. E' un forno chiuso, detto a riverbero, in quanto le fiamme lambiscono la carica ed il calore viene riflesso anche dalle pareti.